• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.6/00006 La Camera, premesso che: nel Documento di programmazione economico-finanziaria il Governo aveva previsto un aggravamento della congiuntura economica internazionale e, di conseguenza, il...



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00006 presentata da GIULIANO CAZZOLA testo di mercoledì 24 settembre 2008, seduta n.054
La Camera,
premesso che:
nel Documento di programmazione economico-finanziaria il Governo aveva previsto un aggravamento della congiuntura economica internazionale e, di conseguenza, il prodursi di effetti preoccupanti anche per il nostro Paese. In coerenza con tale previsione il Governo - con l'anticipo della manovra di bilancio predisposta unitamente al Documento di programmazione economico-finanziaria - ha voluto garantire alla comunità nazionale la «messa in sicurezza» del bilancio dello Stato, nella prospettiva del pareggio nell'arco del prossimo triennio;
le previsioni del Governo si sono rilevate, purtroppo, corrette, dal momento che le ultime stime del Fondo monetario internazionale (conformi a quelle di altri organismi ed osservatori nazionali ed internazionali) indicano una stagnazione del prodotto interno lordo nel 2008 ed una crescita (+0,1 per cento) assolutamente modesta nel 2009, a fronte rispettivamente dello 0,2 per cento e dello 0,3 per cento delle stime di aprile 2008. In termini di sviluppo, secondo il Fondo monetario internazionale, l'Italia presenta performance peggiori dell'area euro (1,4 per cento nel 2008) e dei più importanti Paesi partner (1 per cento Francia, 2 per cento Germania, 1,5 per cento Spagna, 1,4 per cento Regno Unito). Si conferma, pertanto, anche nel quadro della contrazione complessiva degli incrementi del prodotto interno lordo per quasi tutti i sistemi-Paese, un differenziale, ormai, strutturale tra il nostro tasso dì crescita e quello degli altri, con ricadute particolarmente critiche nelle aree del sud; spinta soprattutto da fattori di carattere internazionale, è ripresa l'inflazione con tassi ormai allineati con quelli dell'area euro;
in tale scenario critico va sottolineata - seppur con andamenti meno brillanti di quelli degli anni scorsi - una sostanziale tenuta dei livelli di occupazione. Infatti, nonostante la congiuntura economica molto depressa, persino il 2007 (secondo il rapporto del Cnel presentato il 15 luglio 2008) «è stato per l'Italia un altro anno caratterizzato da una buona espansione dell'occupazione, che ha portato ad un nuovo lieve incremento del tasso di occupazione. La domanda di lavoro è stata sostenuta da una crescita economica a ritmi prossimi al potenziale e dal permanere di condizioni favorevoli sul versante del costo del lavoro. L'aumento dei livelli occupazionali - prosegue il rapporto - è stato condiviso dai maggiori settori dell'economia». Subito dopo tali considerazioni dì sintesi, il Cnel ha messo in evidenza, nuovamente, che tali risultati hanno confermato «il posizionamento dell'economia italiana lungo una traiettoria caratterizzata da un'elevata crescita dell'occupazione in assenza di incrementi significativi del prodotto» e, pertanto, «a fronte di un modesto incremento della produttività del lavoro». Fino a concludere, quindi, con la seguente considerazione: «il fatto che i tassi di variazione - la notazione è importante - restino positivi è, però, anche un sintomo del fatto che i livelli occupazionali per questa componente sono ancora un trend di espansione, legato a fattori di natura strutturale più che a fattori legati al ciclo economico»;
in tale contesto contraddittorio il Governo, nei suoi «primi cento giorni», ha portato avanti con coerenza una strategia per cui - ferma restando la scelta del risanamento finanziario del Paese - fossero avviate anche misure di riforma di quei settori il cui riordino avrebbe potuto comportare un forte recupero di efficienza e di efficacia del Paese e di maggior competitività dell'insieme delle sue strutture;
in particolare, il Governo ha mantenuto la promessa di «non mettere le mani in tasca agli italiani» (ai quali si sono ridistribuite, invece, riduzioni fiscali pari a 1,7 miliardi di euro in conseguenza dell'abolizione dell'ici e 650 milioni di euro per la detassazione dei premi e degli straordinari);
parte del gettito fiscale sarà restituito ai cittadini che versano in più gravi condizioni, attraverso la cosiddetta social card, che servirà per acquistare prodotti alimentari e pagare bollette;
La manovra anticipata col decreto- legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, ha definito, secondo un ragionevole equilibrio, gli interventi di risanamento e di riduzione della spesa corrente (affrontando con coraggio i nodi della pubblica amministrazione e dell'impiego pubblico) insieme con importanti misure di sviluppo attraverso un rilancio della politica delle infrastrutture;
le misure di semplificazione e di deregolazione del lavoro, nell'invarianza delle tutele sociali e sindacali, hanno sicuramente fornito non solo dei consistenti risparmi da parte delle imprese, con tutte le conseguenze del caso, ma anche favorito l'occupazione, mediante un miglioramento sostanziale degli aspetti formali burocratici e sanzionatori;
la ripresa dell'economia italiana dovrà continuare nell'opera di risanamento, accrescendo la competitività del sistema mediante le riforme, promuovendo interventi di carattere inclusivo e selettivo nei confronti di quei settori di popolazione che presentano maggiori difficoltà. La ripresa dell'economia non potrà sicuramente conseguire da politiche che incrementino le tensioni inflazionistiche (peraltro in buona parte importate) o che estranino il nostro Paese da una strategia di risalita comune a tutta l'Unione europea e coerente con i suoi princìpi fondativi;
va poi considerato che efficaci politiche di sostegno per il recupero del potere d'acquisto delle famiglie non possono prescindere da una complessiva revisione della disciplina del lavoro che riguarda le donne, con particolare riferimento alle problematiche della conciliazione tra i diversi ruoli in cui la donna è impegnata. E sull'aspetto della conciliazione che vanno concentrate le politiche di sostegno, secondo due grandi gruppi:
a) quelle che intervengono sulla flessibilità del regime di organizzazione del lavoro, tra cui spicca una più ampia diffusione del part time (nell'Unione europea l'occupazione femminile è più elevata laddove è più ampio il ricorso al tempo parziale);
b) quelle che sono di ausilio alle famiglie con bambini piccoli, in particolare per quanto riguarda l'accesso ai servizi, impegna il Governo: a proseguire con coerenza nelle politiche fino ad ora portate avanti e, in particolare, in quelle economiche e sociali a sostegno delle retribuzioni e delle pensioni e, in tale ambito, a realizzare i nuovi obiettivi indicati - a partire dal federalismo - con la medesima capacità decisionale ed operativa fino ad ora dimostrata;
a destinare adeguate risorse alla promozione dello sviluppo dell'economia nazionale, in particolare delle regioni meridionali ed insulari, prevedendo strumenti il più possibile automatici e introducendo forme riconducibili alla fiscalità di vantaggio, valutati i profili di compatibilità con la disciplina dell'Unione europea;
a verificare con le parti sociali la possibilità di pervenire al più presto ad un'intesa sulla struttura della contrattazione che sia in grado di accompagnare l'impiego delle risorse economiche destinate ai miglioramenti retributivi e ad un forte recupero di produttività del lavoro e delle imprese;
a rendere, pertanto, permanente (e gradualmente ad estendere) le norme sulla detassazione delle ore straordinarie e dei premi di produttività;
a tener conto - ferme restando le indicazioni contenute nel Documento di programmazione economico-finanziaria circa il tasso di inflazione programmato - di quanto potrà emergere dal tavolo del negoziato interconfederale per la definizione dei parametri a cui riferire il recupero del potere d'acquisto delle retribuzioni e delle pensioni, attraverso la contrattazione collettiva;
a varare al più presto - e in modo conforme alla delega - la disciplina per la tutela dei lavori usuranti, una volta approvata la relativa norma di sostanziale riapertura dei termini;
ad incrementare il lavoro delle donne con politiche attente ai problemi della conciliazione tra i diversi ruoli in cui la donna è impegnata;
ad avviare, entro la fine del 2008, un confronto con le parti sociali, finalizzato, compatibilmente con la ripresa economica e delle risorse da essa derivanti, a determinare aumenti retributivi atti a contrastare il crescente aumento del costo della vita;
ad avviare politiche di sostegno per le famiglie che vedono la presenza al proprio interno di anziani e portatori di handicap non autosufficienti e a prevedere un percorso che porti ad un adeguamento congruo, rispetto all'aumento del costo della vita, dei trattamenti pensionistici, a partire dalle pensioni minime;
ad incrementare ulteriormente le politiche a favore delle famiglie, soprattutto numerose, che, stante il livello di inflazione e l'inadeguatezza dei salari, rischiano di vedere ulteriormente peggiorate le loro condizioni di vita.
(6-00006) «Cazzola, Caparini, Iannaccone, Saglia, Baldelli, Antonino Foti, Briguglio, Ceccacci Rubino, Di Biagio, Vincenzo Antonio Fontana, Formichella, Giacomoni, Giammanco, Mannucci, Mottola, Pelino, Mariarosaria Rossi, Saltamartini, Sammarco, Taglialatela, Munerato, Fedriga, Bonino, Lo Monte, Belcastro, Commercio, Latteri, Lombardo, Milo, Sardelli».