• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.7/00047 Sulla presenza dell'Organizzazione dei Mujahidin del Popolo Iraniano (OMPI) nella lista dell'Unione europea delle persone e delle entità i cui fondi devono essere congelati nell'ambito della lotta al terrorismo



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-00047 presentata da PAOLO GUZZANTI
mercoledì 1 ottobre 2008, seduta n.058
La III Commissione,
premesso che:
con la decisione del 2 maggio 2002, il Consiglio dell'Unione Europea ha aggiornato la lista delle persone e delle entità i cui fondi devono essere congelati nell'ambito della lotta al terrorismo, includendo in tale lista l'Organizzazione dei Mujahidin del Popolo Iraniano (OMPI);
nei successivi aggiornamenti, l'OMPI è stata sempre mantenuta in tale lista, fino alla Decisione del Consiglio del 21 dicembre 2005 relativa a misure restrittive specifiche, contro determinate persone ed entità, destinate a combattere il terrorismo (2005/930/CE);
il procedimento che può condurre ad una misura di congelamento dei fondi ai sensi della normativa pertinente si svolge su due livelli, uno nazionale e l'altro comunitario; in un primo momento, un'autorità nazionale competente, in linea di principio un'autorità giudiziaria, deve adottare una decisione che deve essere basata su «prove o indizi seri e credibili»; in un secondo momento, il Consiglio, all'unanimità, deve decidere di includere l'interessato nell'elenco delle organizzazioni terroristiche sulla base di informazioni precise che mostrano l'adozione di una decisione nazionale; in seguito, il Consiglio deve «accertarsi», a intervalli regolari, almeno una volta ogni sei mesi, che la presenza dell'interessato sull'elenco controverso «resti giustificata»;
la sentenza del 12 dicembre 2006 del Tribunale di Prima Istanza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee (causa T-228/02) ha annullato la Decisione del Consiglio del 21 dicembre 2005 poiché ha constatato che «la decisione impugnata non è motivata e che è stata adottata nell'ambito di un procedimento durante il quale non sono stati rispettati i diritti della difesa della ricorrente (l'OMPI)»;
il Tribunale di Prima Istanza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee ha stabilito, in linea generale, che «la motivazione di una decisione successiva di congelamento dei fondi deve indicare le ragioni specifiche e concrete per cui il Consiglio considera, in seguito al riesame, che il congelamento dei fondi dell'interessato resta giustificato»;
inoltre il tribunale ha specificato che il Consiglio dell'Unione europea durante la seduta di riesame ha accettato che nel caso dell'annullamento delle prove contestate si impegnerà ad intraprendere delle iniziative onde eseguire la sentenza alla base dell'articolo 233 del Trattato CE. Il che significa che il Consiglio in ogni caso, dopo la fine del dibattimento verbale sui documenti contestati correggerà oppure annullerà i documenti contestati;
il 30 gennaio 2007, il Consiglio dell'Unione europea ha comunicato, con una lettera ai legali dell'OMPI, di non avere intenzione di procedere alla cancellazione di tale organizzazione dalla lista, ma solo di concedere ad essa la possibilità di presentare le proprie osservazioni sul caso;
il 30 novembre 2007 la Commissione d'appello delle organizzazioni proscritte del Regno Unito (POAC - Proscribed Organisations Appeal Commission) ha ordinato al Ministro dell'interno britannico di rimuovere immediatamente l'OMPI dall'elenco delle organizzazioni vietate; il POAC dopo aver esaminato le prove pubbliche ha dichiarato che l'Organizzazione dei Mojahedin non è coinvolta nel terrorismo;
il 14 dicembre 2007 la stessa POAC ha riaffermato la decisione presa il 30 novembre, respingendo il ricorso contro la sentenza avanzato dal Ministro dell'interno;
il 7 maggio 2008 la Corte d'appello britannica, presieduta dal Lord Chief, giudice Phillips, ha respinto definitivamente l'appello che il Ministro dell'interno del Regno Unito aveva presentato contro la decisione del 30 novembre 2007 della POAC, rendendo così definitivo l'ordine di cancellare l'OMPI dall'elenco delle entità terroristiche;
il 23 giugno 2008, entrambe le Camere del Parlamento britannico hanno approvato all'unanimità una risoluzione che annulla la definizione di terroristi assegnata all'OMPI e, il 24 giugno, il Ministero dell'interno britannico ha ufficialmente cancellato l'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell'Iran dalla lista delle organizzazioni terroristiche del Regno Unito;
sin dai primi anni '80, l'Italia ha riconosciuto lo status di rifugiati politici a non pochi membri dell'OMPI e della resistenza iraniana;
in favore della cancellazione dell'OMPI dalla lista europea delle organizzazioni terroristiche si sono più volte espressi numerosi deputati e senatori della maggioranza e dell'opposizione, e oltre la metà dei deputati ha firmato nella presente legislatura documenti in tal senso;
nella XV legislatura, il 14 giugno 2007, la III Commissione della Camera dei deputati ha approvato la risoluzione 7-00196 «Sulla lista UE delle persone ed entità coinvolte in atti di terrorismo», che impegnava il Governo a sostenere in sede di Consiglio dell'Unione europea il pieno rispetto della sentenza del 12 dicembre 2006 del Tribunale di Prima Istanza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee (causa T-228/02); a partecipare attivamente alla revisione semestrale di tale lista da parte del Consiglio al fine di accertare che la presenza dell'OMPI come di altre organizzazioni e individui nell'elenco delle organizzazioni terroristiche sia realmente giustificata, tenendo conto dei rilievi mossi dalla summenzionata sentenza alle precedenti decisioni del Consiglio, in particolare, per quanto riguarda la condizione preliminare di una decisione della autorità nazionale competente e l'obbligo di comunicazione;
il 28 giugno 2008, a Parigi, si è tenuto un pacifico raduno di circa 70.000 iraniani della diaspora a sostegno della piattaforma della signora Maryam Rajavi, Presidente eletto dal Consiglio Nazionale della Resistenza dell'Iran (CNRI) per istituire in Iran un governo democraticamente eletto, perché si giunga all'abolizione della pena di morte e della tortura, all'eguaglianza di diritti fra uomo e donna, all'effettiva libertà religiosa, al rispetto di tutti i diritti umani e civili previsti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e perché l'Iran abbandoni il programma di arricchimento dell'uranio, intrapreso contro i propri impegni internazionali;
a tale raduno sono stati presenti anche alcuni parlamentari italiani, oltre che di numerosi altri Paesi;
il 15 luglio 2008 il Consiglio dei Ministri europeo ha deciso per il mantenimento dell'OMPI nella lista delle organizzazioni terroristiche in virtù di una richiesta avanzata dal governo francese, nonostante poche settimane prima la Corte d'Appello inglese avesse deciso la cancellazione avendo preso in esame una vasta mole di documentazione;
il 23 luglio 2008, la signora Maryam Rajavi ha partecipato a Roma presso la Camera dei deputati a una conferenza stampa e a un convegno sui diritti umani nel proprio Paese, nel corso dei quali ha ribadito le posizioni espresse a Parigi;
nel corso della sua presenza a Roma, la signora Rajavi ha incontrato personalità politiche e istituzionali di diverse forze politiche;
considerando che, come ha anche affermato il Parlamento europeo nella risoluzione del 4 settembre 2008 sulle esecuzioni capitali in Iran, vi è motivo di temere che i membri e gli associati dell'opposizione iraniana, che sono raggruppati e protetti a Camp Ashraf nel Nord dell'Irak da forze multinazionali guidate dagli Stati Uniti in base all'articolo 27 dalla quarta Convenzione di Ginevra, potrebbero rischiare di essere espulsi o rimpatriati in modo forzato in Iran, dove potrebbero subire gravi persecuzioni ed eventualmente essere persino condannati a morte, impegna il Governo: a partecipare attivamente alla revisione semestrale di tale lista da parte del Consiglio al fine di accertare che la presenza di organizzazioni e individui nell'elenco delle organizzazioni terroristiche sia realmente giustificata, tenendo conto dei rilievi mossi dalla summenzionata sentenza alle precedenti decisioni del Consiglio, in particolare, per quanto riguarda la condizione preliminare di una decisione della autorità nazionale competente, l'obbligo di comunicazione e motivazione, il diritto di difesa;
a chiedere in sede di Consiglio dell'Unione Europea la cancellazione dell'OMPI dalla lista delle persone e delle entità i cui fondi devono essere congelati nell'ambito della lotta al terrorismo, e in particolare a votare contro il mantenimento dei Mojaheddin del popolo nella lista, durante la revisione dei prossimi semestrali del Consiglio, atteso che alla luce della analoga cancellazione effettuata dal governo britannico dalla propria lista nazionale, si assicura così il pieno rispetto della sentenza del 12 dicembre 2006 del Tribunale di Prima Istanza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee (causa T-228/02);
a chiedere alle autorità irachene e statunitensi di tenere conto della esigenza di rigoroso accertamento di eventuali responsabilità di singoli appartenenti alla predetta OMPI e al contempo di garanzia dei diritti di difesa, e in particolare di non rimpatriare in modo forzato verso l'Iran qualsiasi membro dell'opposizione, profugo o richiedente asilo iraniano, il quale correrebbe il grave rischio di subire persecuzioni, e di lavorare, in particolare, con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e altri soggetti al fine di trovare una soluzione duratura soddisfacente alla situazione delle persone attualmente ospitate presso il Camp Ashraf.
(7-00047) «Guzzanti, Miglioli, Saltamartini, Sbai, Ciccioli, Zamparutti, Goisis, Leoluca Orlando, Schirru, Mecacci, Beltrandi, Bernardini, Cristaldi, Evangelisti, Farina Coscioni, Livia Turco, Vico, Maurizio Turco, De Girolamo, Lorenzin, Angeli, Pelino, Di Biagio, Fucci».