• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01522 [Sospensione delle procedure relative alla localizzazione e alla realizzazione di nuove centrali nucleari in Italia ]



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01522 presentata da DARIO FRANCESCHINI
martedì 15 marzo 2011, seduta n.449
FRANCESCHINI, MARIANI, VENTURA, MARAN, VILLECCO CALIPARI, AMICI, BOCCIA, LENZI, QUARTIANI, GIACHETTI, ROSATO, BENAMATI, BOCCI, BRAGA, BRATTI, ESPOSITO, GINOBLE, IANNUZZI, MARANTELLI, MARGIOTTA, MORASSUT, MOTTA, REALACCI, VIOLA e RUBINATO. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:

resta alto l'allarme sulla sicurezza delle centrali nucleari in Giappone dopo il devastante terremoto dell'11 marzo 2011, nonostante gli elevati standard di sicurezza adottati dal suddetto Paese per prevenire il rischio sismico;

secondo autorevoli osservatori la situazione nelle centrali nucleari colpite dal sisma in Giappone è molto grave e non è scongiurato il rischio di una grande catastrofe nucleare;

il Commissario europeo all'energia, Günther Öttinger, ha chiesto all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) di convocare una riunione d'emergenza dei Paesi membri dell'organizzazione per valutare le misure di emergenza e di sicurezza da adottare in Europa in seguito all'allarme nucleare in Giappone e le possibili implicazioni degli eventi giapponesi sulla sicurezza degli impianti nucleari;

in Europa la Germania ha deciso di sospendere il prolungamento del ciclo di vita operativo dei 16 reattori atomici civili ancora attivi nel Paese; la Svizzera ha bloccato la procedura di domanda di autorizzazione alla costruzione di tre nuovi siti; l'Austria chiede un riesame a livello europeo; il Belgio sta ripensando a fondo l'uso dell'energia nucleare, da cui ricava oltre il 70 per cento del fabbisogno; domani a Bruxelles la Commissione europea terrà un vertice con i responsabili ufficiali dei Paesi dell'Unione europea con centrali nucleari e con i gestori degli impianti;

molti Paesi dell'Unione europea sembrano orientati in tempi brevi a ripensare alla scelta nucleare e ad incentivare il più possibile la conversione delle fonti energetiche verso le energie rinnovabili;

le Commissioni ambiente e attività produttive, mercoledì 16 marzo 2011, dovrebbero esprimere il parere sullo schema di decreto legislativo (atto 333) correttivo del decreto legislativo n. 31 del 2010, che disciplina la localizzazione, la realizzazione e l'esercizio nel territorio nazionale di impianti nucleari;

la decisione, assunta dal Governo, di tornare all'energia nucleare sembra caratterizzata più da una pulsione ideologica che da una vera e propria pianificazione strategica, basata su un'attenta analisi costi-benefici, che tenga conto dei rischi ambientali e sanitari dell'opzione atomica; basti pensare che il costo di decommissioning degli impianti attualmente presenti in Italia è valutato in circa 4 miliardi di euro, con esclusione dei costi per lo smaltimento dei rifiuti;

a dimostrare l'incertezza che caratterizza l'azione del Governo si registra: sia l'emanazione di un provvedimento correttivo del decreto attuativo della norma sul ritorno all'energia nucleare, con cui erano state dettate le linee per la localizzazione, la realizzazione e l'esercizio degli impianti nucleari, dando così prova di una sostanziale approssimazione legislativa; sia la mancanza dell'individuazione dei siti di stoccaggio, parametro essenziale e irrinunciabile per un Paese che, con serietà e responsabilità, abbia deciso di intraprendere una così delicata scelta in materia di produzione energetica; inoltre, il provvedimento non riconosce il ruolo fondamentale e vincolante in merito alla gestione delle centrali e delle scorie che le regioni dovrebbero avere in un Paese realmente federalista;

il recente rapporto dell'Enea, «Energia e ambiente», segnala che il Governo prospetta di realizzare nucleare di terza generazione migliorata - non ci sono infatti, secondo l'Enea, prospettive temporali praticabili per le centrali di quarta generazione - e prevede l'installazione del primo impianto Epr (European pressurized reactor) da 1,6 gigawatt (GW) nel 2025, fino ad una capacità totale di oltre 11 gigawatt (GW), corrispondenti a 7 centrali, nel 2050;

secondo elaborazioni dell'Enea, l'introduzione di centrali nucleari in Italia entrerà in competizione con la produzione elettrica da impianti a gas naturale e, nell'ultimo decennio, anche con impianti a fonti rinnovabili, arrivando a coprire fino al 20 per cento del fabbisogno elettrico in Italia nel 2050; si prevede un costo totale di investimento nel periodo considerato di oltre 35 miliardi di euro, esclusi i costi di decommissioning, ossia i costi di smantellamento e chiusura di una centrale nucleare;

rilevanti sono i costi da sostenere per la messa in sicurezza delle scorie radioattive; un impianto in corso di realizzazione in Francia per lo stoccaggio di scorie radioattive ha un costo iniziale di 15 miliardi di euro; vi è, inoltre, da rilevare che al momento il Governo non ha ancora individuato il sito dove stoccare le scorie che provengono da attività industriali, di ricerca e medico-sanitarie, dall'attività di smantellamento delle vecchie centrali e dalle attività delle nuove centrali; soltanto entro il 2015 si prevede l'effettiva individuazione dell'area che ospiterà il deposito nazionale, la cui costruzione è prevista entro i cinque anni successivi (2020);

il Partito Democratico ritiene che la soluzione ai problemi energetici non sia un ritorno al nucleare che, a questo stato di tecnologia, comporta costi elevati e ingenti risorse da investire tali da spiazzare investimenti alternativi in tecnologie per le energie rinnovabili anche molto promettenti, come il progetto Archimede in Sicilia, per la realizzazione di centrali con una tecnologia che nel 2050 potrebbe non corrispondere ai requisiti di sicurezza richiesti dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea);

in tutto l'Occidente sono in costruzione due soli impianti nucleari, uno in Francia a Flamanville e uno in Finlandia a Oikiluoto, entrambi con tecnologia francese Areva, la stessa scelta dall'Enel e dal Governo italiano, oggi oggetto di contenzioso tra le istituzioni;

l'impianto di Oikiluoto avrebbe dovuto essere consegnato nel 2010, si parla ora del 2012 e i costi di costruzione sono già aumentati del 60 per cento;

il 22 ottobre 2009 c'è stata una significativa e irrituale messa in mora dei sistemi di questi impianti con tecnologie Areva espressa con un comunicato congiunto delle tre agenzie per la sicurezza nucleare: la francese ASN, la britannica HSÈsND e la finlandese Stuk. Questo determinerà ulteriori allungamenti dei tempi e ulteriori innalzamenti dei costi;

il Massachussets institute of technology (Mit) ha sottolineato come il costo del chilowattora nucleare sia significativamente superiore a quello delle altre fonti tradizionali;

la scelta nucleare fu a suo tempo bocciata dai cittadini italiani con il referendum del 1987, quindi una sua riproposizione richiede grande cautela anche dal punto di vista democratico;

gran parte del territorio del nostro Paese è caratterizzato da aree ad elevato rischio sismico e idrogeologico per la cui prevenzione sono stanziate attualmente risorse insufficienti -:

quali iniziative intenda assumere per disporre la sospensione delle procedure relative alla localizzazione e alla realizzazione di nuove centrali nucleari in Italia in considerazione dell'imprescindibile esigenza di attendere l'esito delle valutazioni in sede scientifica degli eventi giapponesi, nonché del referendum abrogativo della disposizione che ammette la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia giudicato pienamente ammissibile dalla Corte costituzionale con sentenza n. 28 del 2011.
(3-01522)